Fergair Nightsun

Description:
  • Classe: Strega
  • Livello: I
  • Razza: umana
  • Allineamento: caotica-buona
  • Divinità: nessuna
  • Taglia: media
  • Età: 25 anni
  • Altezza: 1.70 m
  • Peso: 56 kg
  • Occhi: uno castano e l’altro dorato
  • Capelli: lunghi, scuri e lisci
  • Pelle: chiara

FOR 10
DES 14
COS 12
INT 12
SAG 12
CAR 16

Bio:

Riservata e taciturna, un po’ per natura ed un po’ per necessità.
Dovette fare i conti con le espressioni stupite, curiose, addirittura malevole fin dalla tenera età. Sin dal suo primo timido sguardo sul mondo, quello che notarono di lei non fu la profondità, ma il forte contrasto cromatico dei suoi occhioni lucenti: aveva l’iride dell’occhio sinistro di un giallo limone molto acceso. Per questo, in tutti coloro che la conobbero, persino nei suoi stessi genitori, s’insinuò subito una sorta di diffidenza nei confronti della piccola Fergair, che li metteva in soggezione anche con la maturità precoce di cui si dimostrava capace e che, di conseguenza, si chiuse in una pacata solitudine, rifugiandosi talvolta nel vasto bosco adiacente al villaggio.
Crebbe sviluppando le doti della meditazione e dell’ osservazione, immergendosi nei silenzi della foresta a contatto con gli animali selvatici, ma spegnendo a poco a poco ogni scintilla di vitalità in un carattere tanto superficialmente incompreso quanto ricco di potenzialità.
Additata, derisa ed insultata dai coetanei, infatti, la sua diversità trovò presto riscontro in fenomeni inizialmente inspiegabili alla stessa Fergair, come oggetti congelati in piena stagione estiva. Evitata per timore ed incolpata di essere “una serva del demonio”, Fergair venne salvata dall’arrivo di un’anziana donna, dall’aspetto distinto sebbene indossasse una povera tunica verde, che la reclamò alla sua porta. Non ci fu bisogno di molto tempo per capire che i genitori della ragazza l’avrebbero con sollievo lasciata andare al seguito della misteriosa sconosciuta senza troppe spiegazioni. D’altro canto, la
giovane Fergair era impaziente di unirsi in cammino con la prima persona che avesse posato lo sguardo su di lei senza quel velo di disgusto per il suo aspetto fisico, che le avesse dimostrato del calore umano, seppur solo rivolgendole qualche parola.
Si stabilirono in una modesta dimora nel cuore del bosco del quale Fergair era riuscita ad esplorare – comprensibilmente, dato che era poco più di una bambina – solo una piccola parte. Grazie ai racconti della vecchia signora non troppo loquace ma sicuramente esaustiva, la fanciulla scoprì il mondo della magia (argomento oscuro in un paesino che testardamente si era escluso dal recente “recupero” di essa) e di farne parte in quanto strega: il giallo dell’occhio sinistro – che a volte avrebbe volentieri sostituito col comune castano molto scuro dell’occhio destro – era in realtà segno evidente di una lontana parentela con un drago molto potente; gli strani eventi cui sovente si era ritrovata ad assistere non erano altro che le reazioni istintive ai trattamenti freddi e spiacevoli con cui era sempre stata obbligata a convivere; e, se fosse riuscita a controllare le proprie emozioni per applicare le sue doti innate, avrebbe raggiunto anche alti livelli.
Non parlarono mai del passato nè si chiamarono mai coi loro veri nomi. Fergair non era nemmeno a conoscenza di quello della sua maestra, però la ragazzina si rivolgeva spesso a lei come alla “nonna” e quest’ultima l’aveva affettuosamente soprannominata “Nightsun”, perchè l’unicità del giallo luminoso del suo sguardo era il suo “sole nella notte”. Trascorsero anni felici insieme, in cui Fergair imparò le basi delle arti magiche ed il tanto caro (chissà quando e dove imparato d)alla sua insegnante dialetto silvano.
Ma, pochi giorni dopo il 25esimo compleanno di Nightsun, durante una delle consuete passeggiate alla ricerca di erbe curative, l’anziana donna venne colpita dalla freccia di un cacciatore e morì sul colpo. Fergair non aveva mai sopportato i cacciatori perchè da bambina non si era sentita di troppo solamente nell’armonia esistente tra gli animali, mentre il genere umano non aveva mai dato prova di comprensione o semplicemente tatto nei suoi riguardi e si divertiva piuttosto ad uccidere. Ovviamente, quello che fece esplodere la sua rabbia più distruttiva fu proprio la perdita dell’unico legame affettivo sincero, rispettoso, autentico ed importante che avesse mai avuto. In preda al dolore più angosciante, Fergair sprigionò un’onda di potere che fece precipitare nelle più atroci ed acute sofferenze i partecipanti della tragica battuta di caccia: fiotti d’ acido e colpi congelanti li raggiunsero e poi dei dardi incantati andarono a conficcarsi ovunque nei loro corpi mentre ancora si contorcevano, prima di finirli. Fergair pianse lacrime amare al capezzale della “nonna” e realizzò una pira per darle un degno addio con quello dei quattro elementi cui la donna era stata più affine per indole. Lei non si accorse che intanto il giallo limone della sua iride si era intensificato e trasformato in una sfumatura ben più scura, dorata, fiammeggiante. Se ne accorsero, però, i soldati che vennero a prenderla poco dopo e che certamente si considerarono molto fortunati del fatto che un soggetto tanto pericoloso si lasciasse catturare e poi scaraventare in cella apaticamente, senza nemmeno tentare di divincolarsi o… fare di peggio.

Fergair Nightsun

Nebbie dei Mondi - Mists of Worlds dreadfulS_charmingF