Nebbie dei Mondi - Mists of Worlds

La Resistenza

Capitolo III

Fergair, Ugnor, Efyr ed Aendir decisero di passare la notte in quel luogo, raccogliendo un po’ di legna e cacciando qualche animale, anche per fare il punto della situazione e delle loro vite. Alla fine, visto che Oromir era parso affidabile e sembrava sincero, decisero che avrebbero seguito il suo consiglio e cercato questa fantomatica Resistenza. Era strano come tutte queste vicende in cui man mano entravano erano rimaste all’oscuro non solo a loro ma anche alla gente in generale. Resistenza… Nuovo Impero… Aeronavi… Rostaer… Sembrava quasi di essere in un mondo completamente diverso, o, forse, era solo l’altra faccia della medaglia che non avevano mai voluto o dovuto scoprire.
Alla fine comunque stabilirono i turni di guardia e andarono a riposare. Ma non dormirono a lungo visto che qualche ora dopo un attacco di Orchi li costrinse a prendere le armi e a far sgorgare sangue putrido. Respinsero le varie ondate del nemico e quindi decisero di riposare ancora un po’ e aspettare il mattino per mettersi alla ricerca dei Pelleverde. Aspettarono quindi che il Sole si alzasse ben sopra l’orizzonte e, trovate le tracce senza difficoltà, iniziarono a seguirle fino ad arrivare al limitare di una radura. Da lì videro poco lontano qualche Orco di guardia ad una imboccatura nella roccia, evidentemente il loro rifugio. Visto che i Viandanti sapevano a stento dove si trovassero e dovevano raccogliere informazioni attirarono quello sparuto gruppo lontano dalla tana e, avendone lasciato in vita solo una, lo costrinsero a parlare. Quegli rivelò loro che vi era un antico tempio, l’avrebbero trovato rivolgendo i loro passi verso Est, ad un giorno abbondante da lì.

Dopo aver camminato e ucciso qualche altro Orco di pattuglia arrivarono a questo fantomatico tempio, ma capirono in fretta che qualcosa non tornava. Completamente distrutto e con una sola imboccatura che portava sottoterra, era circondato pietre logorate dalle intemperie e qualche traccia dell’uomo, probabilmente di uno scontro. Difatti appena vi si avvicinarono decine di spettri si alzarono dalle rocce e dal terreno, puntando lentamente verso di loro. Corsero quindi verso l’unica entrata disponibile, accorgendosi di non essere seguiti.
Esplorarono le stanze sotterranee, senza trovare molti oggetti interessanti. Ad un tratto una trappola fece dividere Ugnor dal resto del gruppo, ma Efyr decise comunque di raggiungerlo per non essere presente anch’egli in caso di pericolo. Proseguirono così divisi fino a quando Aendir e Fergair non arrivarono in ampio salone, pieno di antiche statue e, sul fondo, un altare con un oggetto luminoso sopra. Non appena lo presero le statue si animarono e puntarono verso di loro. Fortunatamente Ugnor ed Efyr erano riusciti a proseguire e adesso si trovavano sopra di loro, vedendo la scena da un apertura nel soffitto del salone. Iniziò quindi uno scontro stranamente difficile, che vide i Viandanti perseguitati dalla sfortuna, ma infine vittoriosi. Apertasi una porta segreta dietro l’altare presero quella strada e dopo una lunga scalinata uscirono all’aria aperta.

Lì attesero l’alba successiva, riprendendo le forze dagli ultimi scontri. Una volta ripresa la marcia tentarono di tornare dal punto cui erano giunti ma, in una radura, s’imbatterono in due uomini. Uno era in piedi, appoggiato stancamente ad un albero, l’altro invece era sdraiato su un tronco caduto.
Immold.jpgAlla vista dei Viandanti entrambi, lentamente e pigramente, si rivolsero a loro e, quello in piedi, così parlò:
«Buongiorno! Era da un po’ che vi aspettavamo. Voi dovreste essere quei quattro ricercati per l’assassinio del Duca di Beregost e per aver creato disordini a Baldur’s Gate, giusto?»
Risposero che quelle erano notizie false anche se vi era della verità.
«Ahhh… – sospirò l’uomo – ed è falso anche che siete stati voi ad uccidere il mago Annan, membro della Resistenza e nostro amico» e dagli alberi che limitavano la radura uscirono decine di uomini armati guidati a quanto pareva da una Nana guerriera.
Prima che potessero rispondere l’uomo continuò: «Sì, è falso, visto che non è morto». E alle sue spalle comparve una figura molto anziana appoggiata ad un bastone.
«Finalmente quindi vi troviamo. Io sono Merhpex, lui è Immold e lui è Annan. Siamo i capi della Resistenza e abbiamo molto di cui parlare».
Merhpex__2_.jpg

Dopo quasi un giorno di marcia arrivarono all’accampamento dove fecero conoscenza degli altri membri della Resistenza. Ciò cui aveva accennato Oromir venne adesso loro spiegato chiaramente. Dovevano trovare l’antico tempio di Mystra ma prima dovevano trovare l’altro tempio posto in quella foresta che possedeva la chiave per accedere alla stanza più importante. I Viandanti rivelarono quindi la loro avventura e mostrarono la reliquia in loro possesso: esattamente la chiave che stavano cercando. Si misero quindi presto in marcia.
Erano finalmente arrivati a qualche chilometro di distanza, ma situazione degenerò rapidamente. L’avanguardia della Resistenza tornò riferendo che le aeronavi leggere del Nuovo Impero erano in rapido avvicinamento e, senza dubbio, sarebbe arrivata ben presto la Nave Madre. Affrettarono il passo. Poco prima di arrivare a destinazione le navi sfrecciarono sopra le loro teste.
Cacciatore.jpg
Quando finalmente giunsero al limitare della radura videro in lontananza gli avversari che preparavano le difese.
«Dolcezza, mi porgeresti un secondo la tua mano?» disse Annan rivolgendosi a Fergair. Sfruttando quella che sembrava una dirompente energia proveniente dalLA giovane Strega, l’anziano Mago scagliò un enorme palla di fuoco che sbriciolò un tratto di mura.
«CARICA!!!» gridarono Merhpex ed Immold all’unisono.
La battaglia ebbe inizio e fu presto vinta dalla Resistenza, decisamente più esperta dei nemici.

Ma quando si volsero videro in lontananza emergere dalle nubi la Nave Madre e varie altre aeronavi leggere, dirette verso la loro posizione.
«Voi, restate qui. Formate una prima linea di difesa. Gli altri, seguitemi!» ordinò Merhpex entrando nel tempio.
«Fergair, Aendir. Prendete quelle scale e andate nella stanza della più alta della Torre. Usate la Chiave di Mystra per accedervi. All’interno vi dovrebbe essere uno scrigno o qualcosa di similare che si aprirà se gli donerai energia arcana – disse Merhpex – Andate, presto! Noi invece resteremo qui, a dare tutto il tempo di cui loro avranno bisogno».
I nemici non si fecero attendere. Una nave sfondò il muro e rigurgito numerosi uomini e un Golem. Ugnor ed Efyr combatterono strenuamente e con grande coraggio, abilità e forza, facendo cadere molti avversari. L’Orco sferrò addirittura il colpo di grazia alla possente creatura. Dopo una decina di minuti non vi era essere vivo che non fosse della Resistenza.
«Merhpex, presto – disse Annan – sono in pericolo! Ugnor, vieni con noi, dovrai farmi un favore…»

Nel frattempo infatti i due erano ed entrati e Fergair aveva iniziato il rituale ma poco dopo, dalla Porta degli Dei presente nella stanza, risuonarono pesanti colpi e, in fretta, venne sfondata. Nella polvere apparve Rostaer.
«Grazie per avermi facilitato il lavoro, Streghetta. E tu, ora togliti di mezzo»
«Sai come funziona qui?» rispose il Chierico
Rostaer estrasse lentamente la spada e sorridendo rispose: «Mmm… No, penso di non saperlo…»
Aendir allora guardando l’avversario con occhi di fuoco e la voce carica d’ira: «Lascia che te lo spieghi…» e, con un movimento della testa, facendo calare la visiera, gridò: «GIUSTIZIA!!!!!!!!!!» e caricò il Rosso Guerriero.
Uno scontro senza esclusione di colpi ebbe il via ma ben presto Rostaer fece capire chi era il più forte.
Infine, dopo un’incessante sequenza di colpi, disarmato Aendir, il Comandante del Nuovo Impero sollevò il Chierico prendendolo per il collo e disse con calma e a bassa voce: «Sei bravo, te lo riconosco. Ma io… Io sono il migliore…» e gli trapassò il ventre con la lama.

Gettatolo via iniziò a dirigersi verso Fergair ma Merhpex gli si parò davanti ed iniziò a duellare con lui. Il capo della Resistenza approfittò di un attimo di distrazione di Rostaer, scansandosi. Annan apparve sulla soglia della stanza e aprì un portale dietro il nemico, quindi Ugnor caricò e, seppur stanco, con un immane sforzo fisico, vinse la prova di forza con il Rosso Guerriero e lo scaglio nella luce magica gridando insieme a qualche imprecazione orchesca: «STAVOLTA VINCIAMO NOI, DEBOLE!!!».

La battaglia era finita. Aendir venne prontamente rianimato da Annan. Ma quella sera non avrebbero festeggiato: troppi erano i morti della Resistenza cui andavano tributati gli ultimi onori…

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Merhpex

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